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CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MARTINO La chiesa parrocchiale è dedicata a San Martino. Solo il campanile conserva la sua primitiva struttura romanica (secoli XII - XIII). Infatti, l'edificio venne ricostruito tra il 1815 e il 1865 (consacrata nel 1868) su disegno dell'ingegnere Gioacchino Butturini. L'edificio attuale ha una sola navata con quattro cappelle laterali dedicate: allo Spirito Santo, alla Nostra Signora di Lourdes, alla Madonna della Rosa e alle Anime purganti. L'edificio conserva al suo interno preziose tracce: l'altare maggiore in marmi policromi (1925), una tela raffigurante l'Addolorata ai piedi della Croce e due Santi che sostengono la Santa Sindone, opera di un allievo di Claudio Francesco Beaumont, databile alla seconda metà del secolo XVIII, testimonianza della devozione alla Santa Sindone.
CAPPELLA DEL GIARDINO La cappella del Giardino, risalente al secolo XVII, è dedicata alla Visitazione di Maria ad Elisabetta. In questa chiesetta dal portico a capriata e dal campanile a pianta quadrata (quasi completamente in pietra a vista) sono degni di nota l'affresco sulla facciata che ricorda l'episodio Evangelico a cui si deve la consacrazione della chiesa, (ripreso anche in una tela custodita all'interno), una raccolta di circa quindici ex voto, di cui cinque dipinti e uno fotografico e una litografia pubblicata in occasione dell'Ostensione della Sindone del 1898 e dell'Esposizione di Arte Sacra. I NUCLEI ORIGINARI DELLE FRAZIONI Le abitazioni più antiche risalgono ai secoli XVII - XVIII e presentano numerosi esempi di architettura alpina con fregi, affreschi, meridiane, passaggi coperti e edifici con colonne. IL CASTELLO FRANCESETTI Il palazzo, una costruzione imponente munita di quattro torri laterali, era la residenza estiva della famiglia dei Conti Francesetti. Accanto al castello si può ammirare la cappella neogotica di Santa Anna. LE FUCINE Il territorio di Mezzenile si qualifica come esempio unico sulle Alpi per la diffusa presenza di un gran numero (oltre 70) di piccoli laboratori per la produzione di chiodi ed altri oggetti in ferro. Queste fucine sono sparse capillarmente in quasi tutte le borgate del territorio comunale, costituendo una nota caratteristica del paesaggio e dell'economia locali, in cui per secoli, almeno dal '200 e fino agli anni '60 del nostro secolo, la lavorazione dei chiodi (collegata per altro allo sfruttamento delle risorse minerarie locali e diffusa largamente anche nei vicini comuni di Traves e Pessinetto) affiancava, in maniera prevalente in molti casi, le consuete attività montane agro - silvo - pastorali. Particolarmente significativa la presenza di alcune fucine "stagionali", costruite cioé nella zona della residenze estive temporanee (grange, alpeggi), ed utilizzate solo durante la bella stagione per poter contemporaneamente seguire il bestiame negli spostamenti ai pascoli alti. In particolare nella borgata Forneri di Mezzenile è visibile la fucina neuva che, "come indica il suo nome è una delle fucine più recenti e meglio conservate. È dotata di una tromba idroeolica forata in legno, che facendo cadere l'acqua su un disco di pietra, produceva la corrente d'aria incanalata all'interno dell'officina per mantenere vivo il focolare centrale. Nelle fucine lontane dai corsi d'acqua a tale scopo veniva usato il classico mantice... Al suo interno sono ancora visibili le diverse pietre di "laves" (pietra ollare) con il "pal" e la "cornua" in cui veniva inserita un'apposita "chioera" per ciascun tipo di chiodo, ottenendo così la forma e la dimensione voluta dalla sbarretta di ferro separata con il "tajet" dal pezzo principale". (Cfr. Il giro delle fucine, a cura di Ezio Sesia, in AA. VV. In montagna con noi, Grugliasco (To), Ed Arti Grafiche San Rocco, 1995, pag. 76.) LE GROTTE DI PUGNETTO Proseguendo da Traves in direzione Lusiana si incontra la frazione Pugnetto appartenente al Comune di Mezzenile, ma raggiungibile in macchina unicamente da Traves. Poco prima di arrivare alla frazione troviamo sulla sinistra le rinomate Grotte di Pugnetto, meta di turisti e studiosi italiani e stranieri. La tradizione vuole che queste grotte attraversassero tutta la montagna fino a sbucare in Val di Viù; l'apertura si sarebbe poi ostruita in seguito ad una frana. Date le caratteristiche ambientali e naturalistiche le grotte sono state inserite dalla Regione Piemonte nel censimento dei "biotopi" (cioé un'unità di ambiente fisico in cui vive una singola popolazione animale o vegetale), nell'ambito dei programmi di tutela ambientale della Comunità Europea. Infatti sono sede di fauna endemica, esclusiva della grotta, e sono rifugio di specie rare di pipistrelli, di cui sono state riconosciute ben cinque specie. La grotta, "una grande cavità in calcescisti", ' un esempio unico nelle Alpi Occidentali. Proseguendo si arriva alla frazione Pugnetto dove possiamo ammirare una curiosa chiesa "bifrontale": una prima chiesa di origine settecentesca dedicata alla Vergine che presenta un motivo barocco nel frontone e, sul lato opposto, un'altra chiesa, costruita nel 1910, e dedicata ai Santi Lorenzo e Valentino. |